Zac Posen ha partecipato all’annuale Met Gala di New York, uno degli eventi di moda più esclusivi della grande mela, presentando un’ intera collezione che riproduce elementi naturali colti in movimento. Il Met Gala è la serata di raccolta fondi del Costume Institute che inaugura la mostra e si svolge nella splendida cornice del Metropolitan Museum.

Per realizzare modelli con un design così dinamico, Posen ha dovuto abbandonare l’idea di lavorare con il tessuto e si è rivolto al mondo della stampa 3d.

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GE Additive e Protolabs, aziende impegnate nella progettazione e realizzazione di componenti di vario genere nei settori più disparati tra cui motori a reazione o turbine a gas, hanno accettato la sfida di dialogare con Zac ed il suo team di stilisti per tradurre le loro idee in modelli digitali CAD.

I progettisti di GE Additive e Protolabs hanno lavorato per quasi sei mesi con Posen ed il suo team.
Protolabs, Azienda specializzata nella realizzazione di prototipi attraverso tecnologie di manifattura additiva per polimeri e metalli, ha stampato gran parte degli abiti nel suo sito nel North Carolina, mentre GE Additive nel suo centro tecnologico di Cincinnati.

Secondo uno schema ben preciso Posen si è occupato dell’approvazione dei progetti CAD finali, mentre i suoi partner hanno valutato di volta in volta quanto e quale tipo di fotopolimero utilizzare.

I modelli finali presentati sul red carpet del Met Gala, evento al culmine dell’innovazione nel settore della moda, sono stati accolti con molta eccitazione.

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Io ho immaginato la collezione, GE Additive ne ha supportato la ingegnerizzazione e Protolabs l’ha stampata,” ha dichiarato Zac Posen. “Il Met Gala è speciale per i designer perché è il più grande evento di moda del mondo. Quest’anno è particolarmente speciale perché stiamo lavorando con GE Additive e Protolabs a idee di stampa 3D che sono irraggiungibili usando il tessuto. Per me, scienza, ingegneria e arte lavorano assieme. Ecco perché essere all’avanguardia nella stampa 3D è così importante”.

La supermodella britannica Jourdan Dunn ha indossato un abito rosso Ferrari a forma di rosa, composto da 21 petali di plastica tenuti in posizione da una gabbia in titanio. Ci sono volute 250 ore di lavoro per progettare e stampare in 3d l’abito ed altre 400 ore per carteggiare e rivestire i petali con una vernice automobilistica rossa lucida. Il risultato raggiunto è stato un gioco complesso di strati e pieghe che ha regalato alla folla il movimento e l’energia di una rosa in fioritura.

L’attrice Nina Dobrev, che sembrava avvolta in una striscia di stoffa trasparente come vetro, indossava invece un abito fatto di plastica stampato in 3d. Per Julia Garner, Posen ha progettato un copricapo con foglie e bacche ispirato alla vite stampato in nylon e placcato in ottone; mentre per Deepika Padukone, un abito decorato con dozzine di “ricci di mare” con tentacoli d’argento. Infine per se stesso e gli uomini al suo tavolo, Zac ha realizzato gemelli a forma di rose in miniatura.

 

Daniel Cohn, General Manager di Protolabs in Germania, ha commentato: “È stato un piacere per tutti noi di Protolabs lavorare a questo progetto entusiasmante. Il vantaggio che i designer hanno quando utilizzano il nostro servizio di stampa 3D in un progetto di moda come questo è la libertà creativa consentita, in pratica quasi totale. I designer non sono più limitati dai processi di produzione tradizionali, dove un progetto sarebbe frenato da domande come “una parte può essere tagliata in questa forma” o “può sospendersi sotto il proprio peso”. Quello che abbiamo qui è un processo di design puro, dal concetto alla realizzazione fisica.

“Con la stampa 3D si può davvero aumentare la complessità delle parti riducendo il peso. Questo è importante per la personalizzazione di massa a cui stiamo assistendo nell’industria della moda, così come in settori come l’aerospaziale, dove la riduzione del peso è un importante fattore di risparmio di carburante”.

Sarah Watson, ingegnere progettista presso GE Additive, ha affermato “Queste forme organiche richiedono tecniche di modellazione e strumenti CAD molto diversi rispetto agli scambiatori di calore o agli ugelli del carburante. La bellezza dell’additivo è che consente ai progettisti di creare parti con questo livello di complessità in modo rapido ed efficiente”.

Per questo Watson ed il suo team hanno potuto suggerire modi per aggiungere ulteriori particolari ai modelli e sfruttare tutta la libertà di progettazione consentita dalla stampa 3D.
Molti abiti sono stati disegnati pertanto con elementi che fluttuano lontano dal corpo e che non sarebbe mai stato possibile realizzare in tessuto.

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