3D Bioprinting: biomateriali per la stampa 3d di ovaie

stampa 3d ovaie

Il mondo della manifattura additiva è in grado di raggiungere risultati apparentemente incredibili.
Quando si ha la lungimiranza di apprendere dalla natura che ci circonda, la ricerca non ha più limiti.

Molti ricercatori lo stanno facendo, studiando un bio-materiale per produrre delle ovaie artificiali da impiantare nell’apparato riproduttivo femminile attraverso la stampa 3D.

Stampa 3d per l’insufficienza ovarica precoce

 Le tecnologie di manifattura additiva possono rappresentare una nuova opportunità per tutte le donne che effettuano trattamenti per fertilità danneggiata e desiderano di tornare in gravidanza.

Nello specifico l’applicazione realizzata attraverso stampa 3D è rivolta ai casi di insufficienza ovarica prematura (POI, Premature Ovarian Insufficiency) riscontrata in donne sottoposte a trattamenti contro il cancro. Una delle conseguenze biologiche di questo fenomeno è la menopausa precoce.

stampa 3d ovaie

Biomateriale per la stampa 3d di ovaie

stampa 3d ovaie monica larondaUn gruppo di ricercatori della Northwestern University Feinberg School of Medicine, capeggiato da Monica Laronda (dottore di ricerca, direttrice di Basic and Translational Research, Fertility & Hormone Preservation & Restoration Program al Ann & Robert H. Lurie Children’s Hospital di Chicago), ha incentrato la ricerca per individuare e mappare le proteine strutturali nelle ovaie di un suino.

Le proteine estrapolate sono state utilizzate come base per creare un materiale liquido “stampabile” attraverso tecnologie additive esistenti.

In pratica è stato creato un vero e proprio biomateriale di stampa per la realizzazione di ovaie, considerate vere e proprie bio-protesi, o protesi artificiali, pronte per essere impiantate nel paziente.

“Questo è un grande passo avanti per tutte le donne che sono sotto trattamenti speciali per fertilità danneggiata”, dice Monica.
“Il nostro obiettivo è quello di progettare delle impalcature biologiche, utilizzando le proteine strutturali ovariche, capaci di sostenere una raccolta di ormoni ed ovuli per produrre cellule. Vorremmo che, una volta impiantata l’ovaia, essa rispondesse naturalmente ai segnali dell’ovulazione, consentendo così la gravidanza.”

La ricerca, cominciata nel 2017, aveva l’obiettivo di riprodurre ed impiantare delle ovaie artificiali in un topo sterile riportandolo alla fecondità. Grazie all’utilizzo di un 3D bio plotter furono stampate le prime ovaie artificiali attraverso idrogel microporoso, derivante da un collagene di proteine animali. L’esperimento riuscì con successo ed il topo fu in grado di riprodursi normalmente e liberamente.
Da questa ricerca, il gruppo ha ottenuto nel 2019 un brevetto per poter avanzare gli studi su una tipologia di organismo animale più vicina all’essere umano.

“Abbiamo generato un processo ben preciso per individuare e mappare le proteine a livello organico. Speriamo la ricerca sia utile per poter poi riprodurre ogni tipologia di organismo” conclude Monica.

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