Siamo stati a Trofarello, un piccolo Comune alle porte di Torino nel quale risiede il quartier generale di Skorpion Engineering. L’azienda si occupa di tecnologie additive applicate al settore automotive e non solo. Nell’aria adibita all’aperto della Factory 61 (questo il nome del distaccamento di Skorpion a Torino), abbiamo assistito alla presentazione della tecnologia Jet Fusion di HP.

Il Marchio

Cosa accadrebbe se uno dei principali protagonisti della rivoluzione della stampa 2D decidesse di investire nella realizzazione di nuove tecnologie per la stampa 3D? Di sicuro nulla di scontato. Quello che sembrava un settore poco interessante in termini meramente economici in relazione alla vendita di stampanti per la prototipazione rapida, si è rivelato un mercato di tutto rispetto se inteso in termini di produzione industriale. HP lo ha capito ed ha deciso di aggredire il mercato delle stampanti 3D con un nuovo sistema di produzione additiva veloce e accessibile per l’industria e la ricerca.

La tecnologia

Si chiama Jet Fusion ed è una tecnologia di stampa 3D pensata per la produzione additiva.

Come funziona

Il sistema di stampa 3D Jet fusion di HP è composto da tre unità operative:

  • 3D Printer
  • Build Unit
  • Processing Station with Fast Cooling

 

HP Jet Fusion 3D Printer

L’unità 3D printer è il cuore del sistema HP. Il sistema opera mediante il rilascio di agenti di fusione e di dettaglio su un letto di polvere attraverso testine di stampa in grado di depositare fino a 30 milioni di gocce al secondo per ogni pollice dell’area di lavoro. Gli agenti di fusione definiscono la forma stessa del modello mentre quelli di dettaglio circoscrivono la superficie visibile. Al passaggio delle testine di stampa si alternano dei passaggi sotto sorgente luminosa che attivano il processo di polimerizzazione.

HP Jet Fusion 3D Build Unit

Se il modulo di stampa 3D di HP ha un ruolo fondamentale nel processo Fusion Jet, la Build Unit non è da meno. Il processo di stampa si apre infatti proprio con una sequenza di carico dei materiali che dalla Processing Station passano nella Build Unit. Una volta caricato il materiale, la Build Unit viene incorporata all’interno dell stampante 3D ed ha inizio il processo di stampa 3D. Al Termine della stampa, la Build Unit viene prima espulsa dalla stampante e poi inserita nella Processing Station. In questa fase del flusso di lavoro il modello viene raffreddato e viene recuperato mediante un processo di spirazione il materiale in eccesso presente nella Build Unit. Il materiale recuperato potrà essere riutilizzato per le stampa successive.

HP Jet Fusion Processing Station con Fast Cooling

Come già anticipato nei passaggi precedenti, la Processing Station apre e chiude il ciclo di stampa. Nella fase iniziale serve a caricare e miscelare i materiali all’interno della Build Unit mentre nella fase finale serve a raffreddare il modello stampato in 3D e a recuperare il materiale in eccesso che può essere nuovamente utilizzato.

Materiali

In quanto ai materiali di stampa, HP ha scelto di adottare un sistema aperto. Avete capito bene. I possessori di stampanti 3D HP con tecnologia di stampa Jet Fusion, potranno sperimentare nuovi materiali oltre ad utilizzare quelli proprietari di HP. Al momento i materiali termoplastici a disposizione sono quattro. Considerato che tra i material innovation partners di HP ci sono nomi come BASF ed Henkel, siamo certi che presto potremo scegliere da un ricco carnet di materiali per la tecnologia Jet Fusion di HP.

 

Software

Per gestire al meglio la produttività del sistema Jet Fusion di HP potrete usufruire di un software proprietario attraverso il quale preparare ed inviare i modelli in produzione. Secondo le dichiarazioni del produttore è possibile avere un controllo a livello Voxel, quindi una gestione totale sia degli agenti sia dei colori.

La possibilità di poter agire a livello Voxel porta la stampa 3D ad un livello superiore. Oltre a definire nel dettaglio l’estetica dei prodotti, sarà possibile gestirne anche le caratteristiche fisiche o meccaniche. HP sta inoltre lavorando allo sviluppo di ulteriori applicazioni con altre software-house di tutto rispetto tra cui Autodesk e Materialise.

Prezzo

L’intero sistema di additive manufacturing di HP con tecnologia Jet Fusion (versione MJF 4200) costa circa 300 mila euro e comprende la stampante 3D, la Build Unit e la Processing Station.

Conclusioni

La tecnologia di stampa 3D HP Jet Fusion ha come peculiarità quella di essere una tecnologia pensata per la produzione piuttosto che per la prototipazione. Considerato che uno degli obiettivi di HP era proprio quello di incrementare la velocità di stampa, possiamo confermare che il risultato è stato pienamente ottenuto. Per la definizione di un layer sono infatti necessari solo 8 secondi! Il passaggio che avrebbe rivoluzionato il mondo dell’industria e non solo con veri sistemi di produzione additiva, non sembra essere così lontano. State connessi per conoscere gli sviluppi futuri.

 

 

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